Podemos e Socialisti (PSOE): l’alleanza che può spazzare via la destra in Spagna3 min


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La rottura del bipartitismo, il successo del municipalismo e delle liste cittadine di sinistra, l’irruzione dei partiti emergenti (Podemos e Ciudadanos), la fine delle maggioranze assolute, la scomparsa di Izquierda Unida e il crollo del Partito Popolare (PP). Sono i dati politici più rilevanti per comprendere il risultato delle Elezioni Amministrative spagnole che si sono tenute domenica scorsa.

Da quando Podemos ha debuttato nelle scorse Elezioni Europee, sorprendendo tutti con quel 7,97% di voti che gli ha permesso di mandare cinque dei suoi a Bruxelles, in Spagna (ma anche in Italia) la sua popolarità ha raggiunto massimi storici. Era dai tempi della transizione democratica che non si osservava un’ascesa così rapida da parte di una nuova formazione politica. In un anno il suo leader Pablo Iglesias ha saputo conquistare e monopolizzare abilmente il dibattito mediatico e pubblico. E all’indomani delle Amministrative (analisi dei risultati su Micromega), dove Podemos si è affermato come l'ago della bilancia del cambiamento, molti si domandano se il partito “della gente” riuscirà davvero a contendere il Governo del paese al "vecchio bipartitismo" (termine che in Spagna ha ormai acquistato un’accezione negativa). Perché nel panorama politico attuale vincere con una maggioranza autosufficiente è impensabile e molti analisti leggono i sondaggi seguendo la logica delle coalizioni: PP + Ciudadanos (C's) e Partito Socialista (PSOE) + Podemos.

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Fonte: Centro de Investigaciones Sociológicas (CIS) / El País

Questo ci porta all’argomento più dibattuto in questi giorni: le alleanze. Nelle ultime ore una delle grandi ambiguità che ha sempre accompagnato Podemos sembra essersi dissolta. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Pablo Iglesias in una video-intervista con Olga Rodríguez pubblicata giovedì su eldiario.es, c’è stata una conversazione telefonica di circa 15 minuti con il leader del PSOE, Pedro Sánchez, che sembra aver sbloccato la situazione di incomunicabilità tra i due schieramenti. "È la prima volta che parliamo. Dal non parlare assolutamente a conversare è un bel salto avanti. Sono positivo", ha assicurato.

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Pablo Iglesias ha garantito che da parte del suo partito “non c’è nessuna intenzione di permettere che la destra governi in nessuna delle regioni” dove il PSOE ha ottenuto la maggioranza relativa, però se i Socialisti vogliono il visto buono (il voto di fiducia) del suo partito “dovranno cambiare”.

“Tolleranza zero contro la corruzione” e “misure di sostegno al cittadino” sono a grandi linee le condizioni poste da Iglesias. Con una precisazione: Podemos si limiterà a dare il suo sostegno, ma “non entrerà mai in nessun governo regionale guidato dal PSOE”. I termini dell'accordo sembrano semplici, ma in Andalusia, dove si è votato a marzo, i Socialisti stanno negoziando con Podemos da mesi. Alcune delle condizioni poste dai viola sono state accolte (come l'espulsione di due deputati coinvolti in processi per corruzione), mentre altre sono ancora viste con scetticismo perché “troppo radicali”.

Per definire la sua politica di alleanze post-elettorali, il partito si riunirà questo venerdì e i capilista di ogni regione stabiliranno condizioni specifiche per appoggiare l’investitura dei governi socialisti. Queste negoziazioni getteranno le basi per capire la possibilità di un patto di centro-sinistra all’indomani delle Elezioni Generali che si terranno a novembre.

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Fonte: Centro de Investigaciones Sociológicas (CIS) / El País

Sarà interessante scoprire se i risultati del prossimo sondaggio del CIS confermeranno la caduta di Podemos registrata da gennaio ad aprile o se le Elezioni Amministrative siano servite da leva per la rimonta. Si pensa che Podemos crescerà e che il PP crollerà al terzo posto, per via dei recenti scandali di corruzione (non registrati dall'ultimo barometro del CIS), tra cui l'arresto dell'ex Ministro di Economia del Governo Aznar (1996-2004), Rodrigo Rato.

In ogni caso, qualcosa è cambiato: l’uomo che più di una volta ha descritto in passato i Socialisti e i Popolari come “una casta di corrotti che devono essere cacciati dalla politica” e l’uomo che ha sempre parlato di Podemos come di “un partito estremista e populista”, sembrano aver messo da parte i rispettivi ego davanti alla (ghiotta) possibilità di “cacciare il PP dalle istituzioni”, che come lo stesso Pablo Iglesias ha dichiarato è “una priorità”.

(Illustrazione satirica realizzata dalla rivista El Jueves)

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